Notizie su Israele 5 - 27 aprile 2001


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 Come credenti siamo tenuti a osservare attentamente quello che Dio permette che avvenga nella politica dello Stato di Israele, per osservare e cercare di capire i segni dei tempi. Ma il Signore ci chiama anche a considerare quello che ad occhi umani non è immediatamente riconoscibile: la Sua azione nel cuore delle persone. Lo Spirito Santo sta agendo potentemente nella terra di Israele. La breve intervista riportata in questa pagina ne è una conferma.

M.C.


I FESTEGGIAMENTI PER LO JOM HAATZMAUTH

 La sera di mercoledì 25 aprile sono iniziati in Israele i festeggiamenti per lo Jom HaAtzmauth, il giorno in cui si ricorda l'indipendenza ottenuta con la fondazione dello Stato di Israele nel 1948 per mezzo di Ben-Gurion.
 Per tradizione gli Israeliani festeggiano questo giorno con gite e picknick. Il governo israeliano ha tuttavia esortato la popolazione a fare attenzione ad ogni oggetto o persona sospetta.

(da NAI - Nachrichten aus Israel)



GLI ABITANTI DI ISRAELE


In occasione del giorno dell'indipendenza viene anche fatto il conto della popolazione di Israele. Quest'anno, il 53â dalla fondazione dello Stato, è stato calcolato che gli abitanti di Israele sono 6.400.000, di cui 5.200.000 ebrei (81%) e 1.200.000 non ebrei, in massima parte arabi.

(da NAI - Nachrichten aus Israel)



LA CONFERENZA PRO-INTIFADA IN TEHERAN


Nella conferenza pro-intifada di tutti gli stati islamici che si è tenuta in Teheran l'ayatolla Ali Khameini ha dichiarato: "I sionisti hanno lavorato a stretto contatto con i nazisti tedeschi, gli ebrei hanno inviato, d'accordo con i nazisti, criminali non ebrei in Palestina per creare - nel cuore dell'Islam, uno Stato antiislamico." I partecipanti alla conferenza, tra cui il capo libanese degli hezbollah Nasrallah, hanno incitato alla guerra santa contro Israele e hanno dichiarato che il sostegno all'intifada palestinese costituisce il loro compito più urgente.

(da NAI - Nachrichten aus Israel)



COLLOQUIO CON DUE EBREI CHE CREDONO IN GESU' COME MESSIA

 In contrasto con la grandissima maggioranza della popolazione israeliana, David Tel-Tzur e Emanuel Gazit vedono nell'attuale conflitto israeliano-palestinese una dimensione spirituale. Sediamo nel salotto della famiglia Tel-Tzur in Adumim, il più grande insediamento di coloni ebraici nel deserto di Giuda. Con la Bibbia sulle ginocchia spiegano la loro visione delle cose:
 "L'intero processo di pace è una completa menzogna! In modo chiaro e inequivocabile sta scritto che non dobbiamo stringere nessun accordo con gli abitanti di questo paese" e si richiamano alla Torà di Mosè (Deut. 12.1-5, Num. 33.55-56, Gios. 23.6_8).
 "Il Signore farà guerra ad Amalec di generazione in generazione", cita Tel-Tzur, da tutti chiamato "Dudu", da Esodo 17.16. Ed Emanuele aggiuge: "Questo è un giuramento di Dio!" "Ma, come al tempo di Giosuè, oggi il popolo si rifiuta di occupare il paese", riconoscono i due, entrambi laureati in scienze, e fanno notare che "molte donne ebree passano all'islamismo a causa dei loro mariti musulmani" "E non si ha notizia di un movimento inverso in direzione dell'ebraismo". Gli accordi israeliano-palestinesi li definiscono con le parole di Isaia 28.15: "un alleanza con la morte".
 L'attuale politica di Israele avviene sotto l'imposizione di americani e di ebrei che non credono alla Bibbia e "vogliono essere come tutti gli altri popoli".
 Con decisione Dudu ed Emanuel prendono le distanze anche dagli "ebrei messianici", perché anche il movimento ebreo-messianico è ampiamente soggetto all'influsso umanistico-occidentale. Ogni governo che non si conduce secondo la Parola di Dio è destinato al fallimento, anche se fosse un governo religioso.
 Il risultato degli sforzi fatti su questa base è ""Pace, pace", mentre pace non c'è" (Ger. 6.14; 8.11). "Gli accordi tra uomini valgono quanto la carta igienica", dichiara Dudu ricordando l'intervento di Anwar el-Sadats davanti al Parlamento egiziano dopo gli accordi di pace con Israele. Oltre a questo, Yasser Arafat ha più volte definito gli accordi di Oslo come "Patto di Kureish". Dicendo questo alludeva a un patto di pace che a suo tempo Maometto strinse con alcune tribù nemiche. Non appena fu abbastanza forte sul piano militare, ruppe il patto e annientò i suoi nemici.

 Durante il colloquio suonano alla porta. Fuori c'è un arabo, un palestinese di uno dei villaggi vicini. Con la protezione della notte il "fratello in Cristo" accetta l'invito di Etti, la mamma della casa, che cordialmente lo invita a prendere una tazza di caffè. Con mia sorpresa accetta in dono un cesto, in occasione della festa del Purim (cfr. Ester 9.22).
 Aman l'Agaghita, la cui caduta viene festeggiata dal popolo ebreo nella festa di Purim, è il prototipo di tutti i nemici degli ebrei. "Amalek" mi spiega Dudu, sono tutti coloro che dicono "┤Venite, distruggiamoli come nazione e il nome d'Israele non sia più ricordato!¬ (Sal. 83.4). Ed Emanuele aggiunge: "Se il nome di Israele sparisse, anche il nome di Dio non sarebbe più ricordato."
 Nella visione di questi due ebrei che hanno riconosciuto in Gesù il loro Messia la chiave decisiva per la soluzione dei problemi del Vicino Oriente si trova nella conversione al Dio vivente e alla Sua Parola.

(intervista di Johannes Gerloff, corrispondente di Israelnetz, marzo 2001)
   

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