Inizio ยป
<- precedente        seguente ->


Notizie su Israele 494 - 4 ottobre 2010

1. Operazione Esodo
2. Musica e immagini
3. Indirizzi internet
Deuteronomio 30:4-5. Quand'anche i tuoi esuli fossero all'estremità dei cieli, l'Eterno, il tuo Dio, ti raccoglierà di là, e di là ti prenderà. L'Eterno, il tuo Dio, ti ricondurrà nel paese che i tuoi padri avevano posseduto, e tu lo possederai; ed Egli ti farà del bene e ti moltiplicherà più dei tuoi padri.
Questo numero del notiziario è interamente dedicato alla presentazione di una particolare opera svolta da cristiani evangelici in collaborazione con l’Agenzia Ebraica per aiutare ebrei a ritornare in Israele.



1. OPERAZIONE ESODO




   

Operazione Esodo è la parte operativa del "Fondo d'emergenza Ebenezer internazionale", un ministero cristiano il cui scopo è quello di essere strumento del Signore per incoraggiare e aiutare il popolo ebraico a ritornare nel paese d'Israele, dal "paese del nord" e da tutte le altre nazioni e di proclamare i piani del regno di Dio riguardo al loro ritorno. Fondato nel 1991 da sole tre persone, questo ministero conta attualmente un team di più di trecento persone, un ufficio internazionale, degli uffici nel Regno Unito, negli U.S.A, in Svizzera e in Germania, dei coordinatori nazionali in 25 Paesi e numerose basi nell'ex Unione Sovietica.



Che cosa è Ebenezer?

Il Fondo d'Emergenza Ebenezer Internazionale è un ministero cristiano chiamato da Dio per aiutare gli ebrei, soprattutto quelli che vivono nell' ex Unione Sovietica, a ritornare in Israele, portando così a compimento la profezia biblica. Ha uffici in Inghilterra, negli USA, in Svizzera e in diverse altre nazioni, con coordinatori nazionali in 23 paesi e molte basi nella CSI. Il nome «Ebenezer» proviene da un passaggio di 1 Samuele 7:12, e significa «pietra d'aiuto», o «fino qui il Signore ci ha soccorsi.»

L'inizio
Nel 1982 Gustav Scheller, un uomo d'affari svizzero che viveva a Bournemouth con sua moglie Elsa, ricevette da Dio la rivelazione che il Suo piano era di riportare in Israele il popolo ebraico, e che per fare questa cosa, Lui avrebbe usato anche Gustav. Nel 1991, a Gerusalemme il Signore parlò a Gustav: «È giunta l'ora per cominciare ad aiutare la mia gente a ritornare dalla terra del nord.»
Quello stesso anno fu aperto a Bournemouth l'ufficio principale di Ebenezer. Gustav capì che la «terra biblica del nord» si riferiva principalmente alla Russia, ma che comprendeva anche le nazioni dell' ex Unione Sovietica.

Perché?
Tanti passaggi delle Sacre Scritture esprimono la promessa di Dio che un giorno Lui riporterà il Suo popolo nella terra che gli ha dato. Uno di questi è molto forte: «Io ricondurrò la tua discendenza dall'oriente, e ti raccoglierò dall'occidente. Dirò al settentrione: «Da'!» E al mezzogiorno: «Non trattenere! Fa' venire i miei figli da lontano e le mie figlie dalle estremità della terra!»» (Isaia 43:5-6)
Il fatto che la nazione ebraica sia risorta nella terra d'Israele mostra inequivocabilmente a tutti che Dio è fedele alle Sue promesse. La restaurazione d'Israele ha un profondo significato per la Chiesa ed è un chiaro segno che viviamo negli ultimi giorni.

«Aliya» e «Olim»
Quando degli ebrei ritornano in Israele, si dice che «fanno aliya», un termine ebraico che si può tradurre con «salire».
Il compito di Ebenezer è trovare le persone ebree e parlar loro della promessa di Dio di restaurarli nella loro terra, e aiutarli a ritornare a casa. Ebenezer può soltanto aiutarli - è Dio che permette che ciò infine avvenga. Quelli che rispondono e ritornano vengono chiamati in ebraico «olim».

Come opera Ebenezer
Persone da molti paesi, compresa la Svizzera, svolgono con Ebenezer attività di volontariato per un minimo di tre mesi nell' ex Unione Sovietica (CSI), andando alla ricerca di persone ebree. La maggior parte di questi non sa assolutamente che potrebbero ritornare e trasferirsi nella terra data loro da Dio.
Noi chiamiamo questa ricerca «pesca», secondo un passaggio del profeta Geremia, in cui il Signore avverte la Sua gente che se non ritorneranno volontariamente, saranno «cacciati» fuori (Geremia 16:16). Questo accadde già negli anni trenta, ma le Sacre Scritture lasciano intendere che succederà nuovamente.
Spesso i team di «pescatori» distribuiscono aiuti umanitari, specialmente cibo e vestiario, perché molti di loro si trovano in grande bisogno. Questa distribuzione è una potente dimostrazione dell'amore cristiano in azione. I team di Ebenezer aiutano anche quanti desiderano andare in Israele ad ottenere i documenti necessari - spesso un compito molto arduo.

In che modo vanno in Israele?
Fino all'anno scorso una buona parte gli «olim» dell'Ucraina passava da Odessa e navigava attraverso il Mar Nero fino a Haifa, secondo la parola biblica di Isaia 60:9: «E avranno alla loro testa le navi di Tarsis, per ricondurre i tuoi figli da lontano con [il loro] argento e con [il loro] oro…»
Per cause contingenti, oggi volano direttamente dalle maggiori città della CSI fino a Tel Aviv. «Chi sono questi che volano come una nuvola e come colombe verso le loro colombaie?» (Isaia 60:8) Quando arrivano in Israele, dei funzionari del Ministero dell'Immigrazione danno loro il benvenuto del governo israeliano. Quelli che hanno bisogno di aiuto, vengono sostenuti da organizzazioni in stretto contatto con Ebenezer - Operazione Esodo.

Quanti vengono aiutati?
Durante tutto l'anno si effettuano voli di rimpatrio con l'Agenzia Ebraica; dal 1991 al 2004 sono state inoltre effettuate oltre 160 navigazioni di Ebenezer. In totale ben più di 100 000 ebrei hanno potuto fare aliya con il fondo, 40 000 dei quali è rimpatriata via mare.

Cristiani che aiutano ebrei
Sì, è vero. Le Sacre Scritture parlano di questo: «Così dice il Signore, l'Eterno: «Ecco io leverò la mia mano verso le nazioni, alzerò la mia bandiera verso i popoli, allora essi riporteranno i tuoi figli in braccio, e le tue figlie sulle spalle.» (Isaia 49:22)

Ebenezer evangelizza?
Il ministero di Ebenezer è di richiamare gli ebrei in patria, con la preghiera e la proclamazione delle promesse divine, aiutandoli a ritornare nella terra a loro promessa da Dio stesso. Se evangelizzassimo coloro che aiutiamo, non potremmo operare con le autorità ebraiche, e così non saremmo in grado di adempiere alla nostra chiamata.
Abbiamo la certezza che la volontà di Dio è che il Suo popolo ritorni e sia «ripiantato nella sua terra», poiché questo è il disegno di Dio. Più di 2500 anni fa il profeta Ezechiele previde il giorno in cui Dio avrebbe sparso il Suo Spirito sulla nazione, dopo che sarebbe ritornata nella sua terra (Ezechiele 39:25-29).

Ebenezer «pesca» ebrei anche in Europa?
Non ancora! Ebenezer Svizzera sostiene il ministero internazionale di Ebenezer e vuole risvegliare la consapevolezza dei piani di Dio e il sostegno strategico con la preghiera. In molte regioni dei leader di Ebenezer riuniscono chi si interessa per pregare, raccogliere aiuti umanitari, servire come volontari, eccetera.
La rete di preghiera cresce soprattutto là dove gli intercessori possono incontrarsi e pregare insieme invece che da soli. Le diverse regioni possono organizzare i loro incontri per sostenitori e per informare chiese e gruppi sull'importanza di questo ministero degli ultimi giorni.

Come puoi aiutare?
Puoi per esempio…
- pregare da solo
- pregare con un gruppo d'intercessione
- organizzare una serata d'informazione sui disegni di Dio per Israele
- aiutare finanziariamente
- servire per un tempo come volontario

Se parli inglese, puoi rispondere online e trovare ulteriori informazioni sul sito internazionale di Ebenezer.


* * *


Aliya: realizzazione della promessa di Dio

di Murray Dikson

«Aliya» (termine usato nella Bibbia ebraica) indica originariamente il fatto di «salire» a Gerusalemme. Nei tempi biblici ciò accadeva soprattutto in occasione dei pellegrinaggi: ogni uomo doveva presentarsi nel tempio tre volte l'anno, in occasione delle festività principali: Pasqua (Pesach), Pentecoste (Shavuot) e la festa delle capanne (Sukkot).
    Oggi parliamo di aliya quando vogliamo indicare il ritorno degli ebrei dalla diaspora nella loro terra in Israele. Da quasi vent'anni Operazione Esodo aiuta gli ebrei nel loro ritorno nella terra dei loro padri.
    Alla vigilia della scadenza del mandato britannico sulla Palestina, il 14 maggio del 1948, gli ebrei proclamarono la nascita dello Stato d'Israele. Sotto la guida del Primo Ministro David Ben Gurion fu varata una prima legge che sancisce tuttora il «diritto al ritorno». Tale legge non dava soltanto il benvenuto a tutti gli ebrei, ma li incoraggiava addirittura a stabilirsi nella loro patria storica.
    Per secoli ci è stato insegnato che tutte le promesse riguardanti il ritorno degli ebrei nella loro terra si sono realizzate durante il primo rientro da Babilonia, nella metà del VI secolo a.C., a seguito dell'editto di Ciro, re di Persia. Questa interpretazione non è sostenibile a causa del «per sempre» che compare nella promessa del patto di Dio. Dio promise di dare la terra d'Israele ad Abraamo, Isacco, Giacobbe e ai loro discendenti «per sempre» (Genesi 13:15; Salmo 105:8-10 e molti altri passaggi). L'interpretazione trascura inoltre le parole di Isaia in cui egli annuncia che «In quel giorno, il Signore stenderà una SECONDA VOLTA la mano per riscattare il residuo del suo popolo rimasto in Assiria e in Egitto, a Patros e in Etiopia, a Elam, a Scinear e a Camat, e nelle isole del mare. Egli alzerà un vessillo verso le nazioni, raccoglierà gli esuli d'Israele, e radunerà i dispersi di Giuda dai quattro canti della terra» (Isaia 11:11-12). Qui non può trattarsi del ritorno da Babilonia, perché esso avvenne dal Nordovest ed era soltanto il primo ritorno.
    Isaia afferma espressamente che questo secondo intervento di Dio attirerà come un «vessillo» l'attenzione del mondo intero. È ciò che oggi sta realmente accadendo: il mondo intero osserva questo piccolo stato situato nella parte orientale del Mediterraneo. La parola «vessillo», in ebraico «nes», si può tradurre anche con «miracolo» - una precisa definizione di ciò che Dio sta facendo.
    Fino all'inizio della prima Guerra mondiale 65 000 ebrei provenienti dalla Russia e dall'Europa dell'Est avevano fatto aliya ed erano ritornati nella terra dei loro padri. Negli anni Trenta l'Europa fu avvolta dalle tenebre e l'aliya aumentò sensibilmente. Alla fine dell'olocausto molti sopravvissuti si riversarono in «Palestina». Inizialmente soltanto pochi ricevettero il permesso di immigrare, poi, nel 1948, le porte si spalancarono.
    Michael Elkins, ex-corrispondente della BBC da Gerusalemme, descrisse il miracolo con queste parole: «Sono venuti da tutta Europa, dalla Russia, dagli Stati Uniti, dal Sudafrica, Canada, Argentina, Australia, Iraq, Turchia, Iran, Tunisia, dalle Montagne dell'Atlas in Marocco. Pochissimi sapevano che c'erano ebrei in India, in Cina, nell'Hadramaut di Aden nello Yemen e nelle montagne e foreste etiopiche. Sono giunti da quarantadue nazioni, dall'est e dall'ovest; alcuni da culture primitive, simili a quelle dell'età della pietra. Sono uomini monogami e poligami, medici e avvocati, grandi commercianti e orefici, ciarlatani e pastori di capre. Andavano a caccia con la cerbottana o con l'arco e le frecce. Ma sono ebrei, sono tutti ebrei!»
    Dal 1948 sono tornati in Israele più di tre milioni di ebrei. Un milione di questi immigrati ha lasciato l'ex Unione Sovietica durante gli anni Novanta per fare aliya. Da quando è stata fondata, nel 1991, Ebenezer ha aiutato molte migliaia di loro a raggiungere la terra promessa. Anche in futuro Ebenezer continuerà ad essere uno strumento fondamentale per questa meravigliosa corrente. Il Dio d'Israele è fedele e mantiene la sua promessa di non lasciarne fuori neppure uno: «Essi conosceranno che io sono il SIGNORE, il loro Dio, quando, dopo averli fatti deportare fra le nazioni, li avrò raccolti nel loro paese e non lascerò là più nessuno di essi» (Ezechiele 39:28).

(Operazione Esodo, Estate 2010)


* * *


Storico volo di aliya dalla Gran Bretagna

L'11 agosto 2009 è stata una giornata memorabile per Ebenezer Inghilterra: il primo volo di aliya, organizzato dall'Agenzia Ebraica in Gran Bretagna, ha portato 107 immigrati ebrei da Londra a Tel Aviv. Erano in età fra i tre mesi e i 90 anni! Ebenezer - Operazione Esodo aveva ampiamente finanziato il volo.

La nostra partecipazione a tale evento storico risale a una visita di Rafi Nasi al nostro ufficio centrale internazionale a Bournemouth. Rafi Nasi è responsabile del reparto di aliya dell'Agenzia Ebraica in Gran Bretagna. Grazie alla generosità dei nostri sostenitori, abbiamo potuto prima di tutto finanziare una serie di conferenze sull'aliya e poi di corsi di ebraico (ulpan), il transfer all'aeroporto incluso l'ultimo pernottamento prima del volo e i primi costi all' arrivo in Israele. Il nostro team in Bretagna ha potuto partecipare ad alcune conferenze e, durante la frequenza, al corso di lingua, ha conosciuto molti olim che si sarebbero imbarcati su questo particolare volo. Dov, sua moglie e otto figli avevano pianificato l'aliya per ottobre, ma poi rimasti talmente colpiti dall'organizzazione e tutto il resto, che hanno voluto assolutamente trovarsi sul primo volo. In Israele Dov continuerà lavorare come programmatore informatico per il suo attuale datore di lavoro - grazie all'internet, è possibile. Oltre alla famiglia di Dov e agli altri 97 immigrati erano a bordo anche tre persone dell'organizzazione Ebenezer: Ken Hepworth (responsabile di Ebenezer Gran Bretagna), Jeff Hollowaye Rod Langston hanno accompagnato gli olim in Israele. Avevamo affittato un pullman per gli olim provenienti dalla parte settentrionale dell'Inghilterra, in cui hanno viaggiato anche Ken, Jeff e Rod. Durante le cinque ore di viaggio, alla vigilia del giorno del volo, i tre hanno avuto molto tempo per rispondere a tutte le varie domande sull'aliya e su Ebenezer. Fra i primi che si sono imbarcati sull'aereo della compagnia El Al, c'erano il piccolo Naphtali di tre mesi e la novantenne Lina. A bordo Jeff si è trovato ben presto al centro dell'attenzione grazie ai suoi animali creati con i palloncini. I bambini si sono messi in fila e Jeff ha soddisfatto ogni loro desiderio. Nel frattempo, i genitori riconoscenti hanno conversato con Rod, il quale spiegava loro perché Ebenezer - Operazione Esodo aiuta nell'aliya. Anche gli altri passeggeri del volo El Al hanno mostrato un grande interesse per il nostro lavoro. Ken ha scoperto che il suo vicino di poltrona lavora come giornalista televisivo.
    Dal loro incontro è risultata un'intervista per un documentario dell'Agenzia Ebraica sull'aliya in Gran Bretagna! Durante il volo si è riso molto e l'entusiasmo è aumentato con ogni miglio di tragitto percorso, raggiungendo il culmine dopo l'atterraggio, quando i passeggeri hanno mosso i primi passi sul suolo israeliano. Una degli olim, che il team aveva conosciuto già durante il periodo dei preparativi, era Leal. La ventunenne era in viaggio da sola e voleva raggiungere i parenti a Eilat. Per poter svolgere la professione dei suoi sogni e lavorare con dei bambini anche in Israele, aveva studiato l'ivrit con grande impegno già in Gran Bretagna. Daniel, il figlio di un ambulante, è originario di Leeds e spera di poter entrare presto nell' esercito israeliano. Simon (40) era impaziente di rivedere il fratello, un rabbino israeliano. Per iniziare vorrebbe vivere in un kibbutz e frequentare una scuola alberghiera. Un altro single, il trentenne Johnny, vuole frequentare lo stesso corso ed è molto riconoscente per il nostro aiuto che gli ha permesso la sua aliya. Il rabbino Farro ha compiuto l'aliya insieme alla moglie Beracha, è americano ma negli ultimi quaranta anni è vissuto in Gran Bretagna. "Voi di Ebenezer siete gente fuori dell'ordinario, un popolo molto particolare!", ha affermato apprezzando il nostro servizio. "Alcuni ci hanno detto di voler restituire qualcosa a Israele. Per gli adolescenti che presto saranno chiamati al servizio di leva nell'esercito israeliano non sono certo parole a vuoto", ha osservato Jeff.
    Era ormai la sera tardi quando l'aereo si è disposto all'atterraggio a TeI Aviv. Lì i nuovi immigrati israeliani sono stati accolti da Shirley Lawrenson, la persona di contatto per gli olim di Ebenezer a Gerusalemme. Anche Theo e Els Abbenhuis, responsabili per le nuove regioni, erano presenti. Dopo le formalità del Ministero dell'immigrazione, gli stanchi ma felicissimi olim sono stati accompagnati con due autobus in un albergo di Gerusalemme. La notte è stata di breve durata: circa cinque ore dopo e gustata la prima colazione, è iniziato il programma della prima giornata in Terra Santa. Prima di tutto un incontro con i rappresentanti dell' Agenzia Ebraica nell'albergo. In seguito i nuovi immigrati hanno avuto l'opportunità di informarsi ampiamente su vari aspetti della vita in Israele in una specie di fiera: la posta, le banche, il servizio sanitario, le società di telefonia, le città e gli istituti per !'istruzione erano venuti nell'albergo con degli stand d'informazione. Anche le questioni relative alle imposte, alle assicurazioni e all'abitazione sono potute essere chiarite. Nel frattempo, i bambini sono stati accuditi da collaboratori volontari dell'Agenzia Ebraica. In seguito adulti e bambini si sono diretti alla festa di benvenuto presso il Kotel (il Muro occidentale del tempio). Dopo vari brevi discorsi e alcuni canti tradizionali ebraici, c'è stato un momento particolarmente commovente. Ognuno ha ricevuto la propria carta d'identità e da quel momento ha potuto legittimarsi quale cittadino israeliano.
    La giornata si è conclusa con un altro avvenimento commovente: un banchetto in un ristorante sul Monte Scopus. L'ottimo pasto è stato interrotto da vari brevi discorsi e Ken Hepworth è stato l'ultimo a parlare. In tanti sono rimasti colpiti quando lo hanno sentito raccontare di come Ebenezer ha finora aiutato 126 000 ebrei provenienti dall'ex Unione Sovietica a ritornare in Israele. Egli ha presentato anche Shirley che da molti anni consiglia e aiuta i nuovi immigrati. Lei incoraggia e appoggia ma dà anche un aiuto pratico e umanitario. Spesso può trasmettere le persone bisognose di aiuto ad altre organizzazioni di assistenza cristiane. Ripetutamente i nuovi immigrati ci hanno ringraziato per tutto ciò che avevamo fatto. Pregate in modo particolare per queste persone durante la fase di inserimento in Israele e per altri voli di aliya dalla Gran Bretagna.

(Operazione Esodo, autunno 2009)


* * *


Le nostre basi operative nell'ex Unione Sovietica


Mosca non è soltanto la capitale della Russia, la sua città più grande e la metropoli con il maggior numero di abitanti, essa è anche il principale nodo di comunicazione nell'ex Unione Sovietica. Le più importanti linee ferroviarie e autostradali passano da Mosca da Mosca partono voli diretti verso ogni parte del paese e tutto il mondo. Nei dintorni della capitale si trovano le 18 regioni più popolate di questa immensa regione, e lì vive anche la maggiore comunità ebraica della Russia. Non stupisce, quindi, che i responsabili di Operazione Esodo abbiano deciso nel 2000 di aprire una base a Mosca.
    Nelle sei maggiori stazioni ferroviarie e nei quattro aeroporti della città i nostri autisti e il team locale accolgono ogni mese fra i 50 e i 180 ebrei. Da lì essi vengono accompagnati al consolato israeliano, dove fanno un passo importante sulla via dell'aliya, oppure, se tutto è pronto per la partenza, vengono portati all'aeroporto per prendere il volo per Tel Aviv.
    In marzo sono stati 120 i potenziali olim (ebrei che ritornano in Israele), per la maggior parte giovani, che abbiamo aiutato all'arrivo da diciotto città e paesi della Russia centrale. I ragazzi e i giovani adulti sono venuti per l'appuntamento con il console perché desiderano partecipare a un programma di studio e di preparazione dell'Agenzia Ebraica in Israele. Abbiamo messo a loro disposizione un alloggio o ci siamo assunti i costi dell'albergo o il rimborso delle spese di viaggio.
    Abbiamo potuto instaurare dei rapporti molto aperti, amichevoli e di fiducia con le organizzazioni ebraiche. Questo permette ai nostri



collaboratori locali e ai nostri «pescatori» di conoscere nuove famiglie ebree e di offrire loro aiuto. Nel frattempo molti cristiani della Russia centrale sono coinvolti nel nostro lavoro e abbiamo dei rappresentanti in quasi tutti i capoluoghi di distretto. Con la benedizione dei loro pastori e accompagnati dalla preghiera delle loro comunità, essi seguono la loro vocazione e aiutano gli ebrei a fare aliya.
    Fra le numerose persone che aiutiamo lungo la strada verso la terra promessa, c'è un gruppo particolare che non possiamo e non vogliamo dimenticare mai: i sopravvissuti dell'Olocausto. Un particolare progetto di Ebenezer ci permette di comprare mensilmente i medicinali di cui sessanta di loro hanno bisogno.
    Ogni primavera gli ebrei celebrano la meravigliosa festa di Pesach per commemorare l'esodo dei loro avi dall'Egitto. In questa festa è importante la matzah (il pane non lievitato), simbolo principale di Pesach, reperibile soltanto a Mosca. Già da otto anni i collaboratori di Ebenezer portano le matzot nelle comunità ebraiche della regione - un'ottima occasione per parlare dell'esodo dal mondo intero e in particolare di quello attuale dalla «terra del nord» (Isaia 43:6). Quest'anno più di mille famiglie ebraiche in trenta città attorno a Mosca hanno ricevuto le matzot e molte di loro hanno dimostrato interesse a tornare in Israele.
    Le vostre preghiere e l'impegno dei nostri rappresentanti, «pescatori», collaboratori d'ufficio, volontari e aiutanti in tutta la Russia centrale hanno portato allo sviluppo di una rete di preghiera di tremila intercessori nelle chiese. Ringraziamo tutti voi che sostenete il lavoro di Operazione Esodo con la preghiera e con doni finanziari. Ogni volta che possiamo dire «arrivederci» ai nostri cari ebrei prima della loro partenza per Israele, possiamo costatare che il vostro e il nostro lavoro non è vano!

(Operazione Esodo, Estate 2010)


* * *


Anche i paesi dell'Africa occidentale sviluppano una visione

Da circa cinque anni Ebenezer - Operazione Esodo trasmette il messaggio del ritorno finale degli ebrei in Israele anche in Africa occidentale.

La prima a farlo fu Lucie Thomas in Burkina Faso. Oggi i collaboratori nella capitale Ouagadougou sono sette, fra cui il pastore Bandaogo. Essi trasmettono la visione della collaborazione all'aliya anche negli stati confinanti, soprattutto in Nigeria, nel Ghana e nel Senegal. Il team riceve più inviti a parlare davanti a chiese, in occasione di conferenze o in cellule di preghiera, di quanti sia in grado di accettare. "Dio l'ha mandata da noi per aprirci gli occhi!" Con questo saluto Lucie è stata accolta nel giugno del 2004 da un pastore in Burkina Faso che già da dieci anni stava pregando per Israele. Nel frattempo si può riconoscere chiaramente che le sue furono parole profetiche. Da allora Lucie e il suo team hanno annunciato in tutto il paese di lingua francese, nelle comunità e nelle chiese di ogni denominazione, il messaggio dell'aliya: Dio vuole ricondurre gli ebrei nella loro terra e a questo scopo ha affidato un ruolo determinante ai cristiani. Ovunque Lucie e i suoi collaboratori hanno assistito a reazioni incredibili. I pastori e le comunità hanno accolto il messaggio e hanno iniziato a pregare e a lavorare per l'aliya. Lucie ha anche ricevuto un grande sostegno da parte di visitatori appartenenti alla grande famiglia internazionale di Ebenezer. Per esempio, sono giunti in Africa, per parlare in numerose conferenze, Urs Käsermann dalla Svizzera e Theo e Els Abbenhuis, responsabili per le nuove regioni, da Gerusalemme. È stato distribuito molto materiale - soprattutto libri e DVD - per aiutare i cristiani a capire i piani di Dio per il popolo ebraico. Una volta che il messaggio è stato recepito, solitamente segue il desiderio di contribuire all'opera. Un risultato significativo di queste conferenze è stato l'incontro di varie comunità per pregare per Israele e l'aliya. Un pastore ha fatto notare che questo tipo di incontri di preghiera in comune fino ad ora sono stati molto rari in Burkina Faso. Normalmente i credenti preferivano pregare all'interno delle mura delle proprie chiese. Anche a sud del Burkina Faso si sta muovendo qualcosa.
    Nel Ghana, Lucie ha incontrato pastori, comunità e responsabili spirituali. Tutti erano pronti ad aiutare per l'aliya. In Nigeria l'opera è cresciuta rapidamente, soprattutto dopo il convegno annuale della rete di preghiera dei pastori africani nel luglio del 2008. In quell' occasione il team ha avuto la possibilità di presentare il servizio di Ebenezer. Nel Senegal cerchiamo il modo di rendere più stabile e ampliare l'opera e desideriamo raggiungere anche le nazioni del Togo, del Benin e del Mali.

(Operazione Esodo, autunno 2009)


* * *


Merce speciale - Sedia a rotelle per Valeriy

Uno degli ultimi voli di aliya dalla Gran Bretagna non ha trasportato soltanto immigranti ebrei, ma anche qualcosa di molto speciale: una nuova sedia a rotelle (pagata da Ebenezer) per Valeriy che soffre di una paresi cerebrale e di autismo.

Nell'appartamento di Valeriy a Gerusalemme, Shirley Lawrenson, la nostra persona di contatto per gli olim in Israele, e la sua accompagnatrice Alison sono state accolte molto calorosamente da Marina, la mamma di Valeriy. Anche Valeriy si è spostato in cucina dal suo posto preferito, ma poi vi si è subito ritirato, prima ancora che il grande pacco potesse essere aperto. A un certo punto, però, ha capito ed è salito con grande gioia per la sua nuova sedia a rotelle! Con la mano si è battuto il petto, perché è così che ha imparato a esprimere la sua gioia e riconoscenza. «Non ci sono parole per descrivere l'importanza della sedia a rotelle per lui e la sua famiglia», dice Shirley. «Per Marina questo dono d'amore è stato un miracolo. Grazie a Dio che lo ha reso possibile!». In occasione di una visita nella scuola di Valeriy, Shirley ha scoperto che anche il suo insegnante e i suoi compagni di scuola hanno definito la storia della sedia a rotelle «un miracolo».
    Valeriy e la sua famiglia sono arrivati in Israele otto anni fa dall'Ucraina. Il padre fa molti straordinari per riuscire a nutrire la sua famiglia. Il figlio maggiore Sasha aiuta Marina nella cura del fratello minore. Era così entusiasta che ha subito chiamato al telefono il padre e gli ha raccontato della sedia a rotelle e di quanto Valeriy fosse felice. Alison Eastwood, membro del team del nostro ufficio di Bournemouth (Inghilterra), aveva portato la sedia in Israele ed era presente al momento della consegna. Lei scrive: «È stata una visita molto commovente, anche perché Marina sta affrontando una chemioterapia. Ogni mattina prega Dio di aiutarla a superare la giornata. La situazione per lei non è facile, perché Valeriy riesce ad aprire le porte e a raggiungere oggetti pericolosi. Un giorno è riuscito persino ad arrivare in strada e Marina è quasi morta di preoccupazione. Fortunatamente è stato ritrovato dal cane. La famiglia è rimasta colpita dal nostro amore pratico ma ha bisogno anche delle nostre costanti preghiere.»

(Operazione Esodo, Estate 2010)


* * *


Una «semplice lattaia» parte per Israele

L'Agenzia Ebraica di Omsk (Sudovest della Siberia) si è rivolta a Ebenezer chiedendo se potessimo pagare il viaggio di un'anziana signora al consolato di Novosibirsk. Il circolo di preghiera interconfessionale per Israele ha raccolto il denaro necessario. Galina, così si chiama la donna, ha ricevuto immediatamente il visto e il console è rimasto talmente toccato dalla sua storia che ha organizzato subito un'intervista televisiva al suo arrivo a Tel Aviv.

Il padre di Galina, di nome Israel, aveva servito nell'esercito a Odessa. Dopo l'attacco dell'esercito tedesco all'Ucraina, fu inviato al fronte. Ma voleva mandare la moglie e il figlioletto in un posto sicuro, così preparò tutto il necessario perché potessero imbarcarsi. Evidentemente il piccolo si spaventò davanti alla nave enorme e fuggì invece di salire a bordo. Sua madre lo cercò a lungo e inutilmente, mentre la nave salpava senza di loro. Essa fu bombardata e affondò ...
    Israel fu informato dell'incidente e gli fu comunicato che fra le vittime c'erano anche sua moglie e suo figlio. Probabilmente nessuno si era accorto della loro assenza a bordo. Sebbene i due fossero in vita, Israel non li vide mai più. Convinto di essere vedovo, si risposò e venne al mondo Galina. Israel morì prima della fine della guerra. In seguito, la mamma di Galina venne a sapere che il figlio di Israel era ancora in vita. Galina scoprì così di avere un fratellastro. La mamma si risposò e Galina dovette sopportare i soprusi e le percosse del patrigno a causa delle sue origini ebraiche. L'uomo era violento anche nei confronti della moglie. Quando Galina si sposò, la stessa situazione si ripeté sia con il primo che con il secondo marito. La donna ebbe tre figlie di cui una cercò di convincerla a tornare in Israele. Galina rispose: «Sono una semplice lattaia. Ho munto vacche per tutta la mia vita. Che cosa vuoi che faccia in Israele? E poi, come potrei abbandonarvi?» Il più grande desiderio di Galina era di ritrovare il fratellastro che da moltissimi anni non aveva più rivisto. Non sapeva neppure se fosse ancora in vita! Sua figlia decise di aiutarla e consultò il sito web della trasmissione russa «Aspettami» che aiuta a ritrovare persone smarrite. Scoprì così che il fratellastro di Galina l'aveva cercata e che era partito per Israele con la sua famiglia alcuni anni prima. La modesta pensione di Galina non le permetteva di pagarsi il viaggio per andare a trovarlo, ma poi le venne un'idea geniale: poteva fare aliya! Un bel giorno, quindi, Galina e i collaboratori di Ebenezer si sono diretti alla stazione centrale di Omsk per acquistare il biglietto per Novosibirsk. In Russia, i biglietti ferroviari sono sempre nominali e il viaggiatore deve presentare un documento d'identità. L'attesa ha offerto l'opportunità di parlare un po' insieme e così, con sua grande sorpresa, Galina è venuta a sapere che non soltanto lei, ma anche i suoi figli e nipoti hanno il diritto di rimpatriare in Israele. Dopo la visita al consolato, abbiamo accompagnato Galina all'ufficio passaporti. Alla fine di marzo ha preso il volo per Israele. Ebenezer si è messa in contatto anche con le figlie di Galina e le ha informate sull'aliya della loro madre. La figlia minore e la sua famiglia hanno subito detto di essere pronte a partire per Israele. Con Galina ci rallegriamo del fatto che un giorno saranno riuniti tutti... nella terra dei loro padri.

(Operazione Esodo, Estate 2010)


* * *


Pyatigorsk: Dieci anni di ministero in una regione “speciale”

Dieci anni fa Ebenezer - Operazione Esodo ha aperto una base a Pyatigorsk, nel Caucaso settentrionale, la città nel cuore di quella che la responsabile Anya definisce una "regione speciale". È speciale, a suo dire, prima di tutto perché comprende varie repubbliche e la regione di Stavropol, ognuna con le proprie peculiarità culturali, politiche ed economiche. In secondo luogo perché questa vasta regione è popolata sia da Ashkenazi (ebrei europei) sia daJuhuro (ebrei della montagna). Entrambi i gruppi richiedono conoscenze speciali dei rispettivi usi e costumi e molta sensibilità nell'approccio, giacché è possibile condividere con loro il messaggio dell'aliya soltanto dopo aver conquistato la loro fiducia.
    Il Caucaso settentrionale è una religione instabile per cui Anya e i suoi collaboratori hanno bisogno del nostro continuo sostegno in preghiera. Durante le prime tre settimane di gennaio ci sono stati ben tre attacchi terroristici nel Daghestan. Anche l'Inguscezia e la Cecenia si trovano nella regione. Nonostante i nostri team non abbiano accesso a questi centri del terrorismo, essi ci ricordano comunque i rischi che il loro lavoro comporta. In realtà, Ebenezer aiuta gli ebrei rifugiati dalla Cecenia, scenario di numerosi combattimenti, come anche quelli che provengono da altre regioni e sono alla ricerca di sicurezza.
    "Le peculiarità del lavoro che stiamo svolgendo in quest'area non sono paragonabili con quelle di altre regioni", spiega Anya. Questa potrebbe essere, secondo lei, la ragione per cui il Signore ha messo insieme un team di persone tanto differenti l'una dall'altra. "Sono riconoscente a Dio per il suo meraviglioso piano per ciascuno di noi e per l'unità e l'amore che ci legano."
    C'è bisogno di molta pazienza per abbattere le mura di diffidenza che gli ebrei hanno eretto nei confronti dei cristiani. Eppure molte di esse stanno sgretolandosi: sempre più persone ebree, con le quali i nostri team hanno preso contatto
 Collaboratori di Pyatigorsk (da sinistra):
in piedi: Alan, Vladimir, Alan, Anatoli, Aslan
seduti: Janna, Ania, Tatiana
e che stanno seguendo da molto tempo, accettano con riconoscenza le cure e gli aiuti di Ebenezer per l'aliya.
    La collaborazione con le organizzazioni ebraiche ha rafforzato la posizione di Ebenezer nella regione. Una delle nostre iniziative più recenti è il "progetto compleanno" in cui il team offre un regalo alle persone anziane in occasione del loro genetliaco. I destinatari sono molto riconoscenti per questa manifestazione di amore e sostegno.
    Il nostro team è continuamente alla ricerca di porte e cuori aperti nelle chiese di tutta la regione, per condividere con loro il piano di Dio per la popolazione ebrea, in modo che più persone siano coinvolte nell'aiutare gli ebrei a emigrare nella Terra promessa.

(Operazione Esodo, primavera 2010)


* * *


Realizzare qualcosa di importante in Israele

Noi tutti vorremmo fare qualcosa per Israele
Noi tutti vorremmo aiutare a risolvere i suoi problemi
Noi tutti vorremmo realizzare qualcosa di importante


Proprio questo è l'obiettivo e l'indirizzo dell'ufficio Ebenezer a Gerusalemme. Le vostre preghiere e il vostro sostegno ci permettono di raggiungere chi ha fatto aliya e sta iniziando una nuova vita in Israele.
    Dal nostro ufficio a Gerusalemme aiutiamo quelli che si trovano nel bisogno. Molti di quelli che ci visitano dimostrano di riconoscere il miracolo del loro aliya e di essere determinati a diventare dei veri cittadini israeliani.
    Noi li assistiamo in modo pratico provvedendo con pacchi di viveri, pagando le spese ausiliarie dell'appartamento o rispondendo ad altri bisogni. Abbiamo pagato, per esempio, la protesi di Svetlana, acquistato delle lenzuola per Luda, costretta a restare in casa per sette anni per motivi di salute, e provveduto un ausilio per la deambulazione per la dodicenne Valeriy.
    Abbiamo inoltre messo in contatto delle persone con altri istituti cristiani e servizi sociali che hanno le capacità e le risorse per aiutare a lungo termine.
    Conoscendo le sfide che si trovano ad affrontare mentre si ambientano nel paese, cito sempre il passo
in Deuteronomio 31:6 nelle mie preghiere: "Siate forti e coraggiosi, non temete e non vi spaventate di loro, perché il SIGNORE, il tuo Dio, è colui che cammina con te; egli non ti lascerà e non ti abbandonerà".
Ringraziamo Dio per il nuovo programma aliya "Tappeto Rosso", avviato di recente dall'Agenzia Ebraica, con cui viene offerta assistenza ai nuovi arrivati provenienti da determinati paesi. Di recente abbiamo ricevuto la visita
di una coppia giunta in Israele poco più di due settimane prima con uno dei voli dall'Inghilterra sponsorizzati da Ebenezer. I due ci hanno ringraziato per la nostra partecipazione al programma che li ha aiutati in ogni ambito nel loro nuovo inizio. Ora sono pronti a iniziare l'ulpan (il corso di lingua ebraica).
    Quale privilegio partecipare a questa parte del processo di aliya e poter dare il benvenuto, assistere e incoraggiare gli immigrati nella fase non sempre facile di ambientamento nella loro nuova patria. In questo modo possiamo davvero realizzare qualcosa di importante. La fase di trapianto (Geremia 32:41) può essere piena di sorprese, sfide, lacrime e gioia. È bellissimo essere qui a Gerusalemme e incontrare i rimpatriati, provvedendo per loro aiuto, amicizia e conforto quando è necessario.
    Potreste considerare la possibilità di sostenere finanziariamente questo importantissimo servizio in Israele?

(Operazione Esodo, primavera 2010)





MUSICA E IMMAGINI




Inno all'Aliyah




INDIRIZZI INTERNET




International Christian Embassy Jerusalem

Christian Action for Israel




Le notizie riportate su queste pagine possono essere diffuse liberamente, citando la fonte.